Tiga, Magazzini Generali (Milano, 3 marzo 2006)
Le potenzialità della musica elettronica in questi ultimi anni, si sono ampliate più che mai. Dall'ondata electroclash di inizio duemila all'house minimale, fino all'electro e ai suoi ammiccanti ed espliciti riferimenti agli anni '80 e all'enorme successo riscontrato sulle piste da ballo, di canzoni indie rock, trasformate in nuovi ibridi, passando tra rock, electro e pop. E dal Canada è giunto un genio del mixing che ha preso il nome di Tiga. Scoperto attraverso il Dj Kicks (2002) della famosa etichetta K7!, nel quale c'era il remix della bellissima e visionaria Madame Hollywood di Felix Da Housecat, cantata dallo stesso Tiga. Sorvolo nel raccontare, tutto il successo che ha avuto in questi ultimi anni, sfoderando delle vere e proprie hit da ballo, che l'hanno portato ad essere acclamato dalla scena internazionale come uno dei dj più bravi e promettenti. Folle lasciarsi scappare il suo djset, quindi organizzata in fretta e furia la trasfertona milanese, ho finalmente potuto assistere al suo djset tanto aspettato. Compare piuttosto tardi ai Magazzini Generali, verso le 2.30 e forse anche dopo, ma sarà un grande djset, durerà fino alle 5. Il groove è la vera forza di Tiga, giri di basso devastanti, casse toraciche che vibrano, ballo sfrenato. La scaletta rispetta in pieno le attese, naturalmente quelle più POPular, anche se avrei preferito qualcosa di meno facile. Ma del resto, la maggior parte della gente si ferma in superficie ed è venuta lì per ascoltare i grandi successi di Tiga che ci sono tutti, You Gonna Want Me, Louder Than A Bomb, la devastante Washing Up, messa per ben due volte, e la seconda volta si è raggiunto uno dei punti più caldi della serata. Spunta appena con la testa e un cappellino dalla sua postazione, sembra davvero un folletto, balla e si diverte, e regala momenti di delirio generale. A sorpresa, non sono mancati i remix di Ny Excuse dei Soulwax, di Hounds of Love dei Futureheads, Banquet dei Bloc Party. E non è mancata neppure Tribulations degli Lcd Soundsystem. Una grande serata, un assaggio delle vere capacità di Tiga, e soprattutto la speranza di sentirlo in una location migliore con della gente migliore.
Quello che sul Punk molti vorrebbero aver scritto. Tratto dalla seconda raccolta di articoli e saggi "Deliri, desideri e distorsioni" di Lester Bangs, appena pubblicata dalla ottima Minimum Fax.
Il punk è l'apogeo della pigrizia senza scuse. Il punk è mandare affanculo il rock. Il punk è mandare affanculo il punk. Il punk è trattare di merda la vostra collezione di duemila e più dischi. Il punk è superato. Il punk è solo una parola apprezzata dai mass media. Il punk è qualsiasi cosa facciate che dovrebbe avere delle conseguenze ma non ne ha, oppure voi le ignorate. Il punk è qualcosa che vale la pena di distruggere in gran fretta. Si spera che questo articolo acceleri il processo.
The Good One
Sono stato indeciso fino all'ultimo momento se lasciar morire Made-Up Dreams, ma alla fine ho deciso di salvarlo e tenerlo. Era nato improvissamente in qualche piccolo momento di totale assenza di impegni, senza pensare a quello che sarebbe potuto diventare e senza avere idee in testa su quale forma potesse assumere. E anche se non mi è chiaro ancora adesso, sarà una mia seconda memoria, con l'unica differenza di essere scritta e quindi visionabile da chiunque altro oltre che da me. E avrà il non facile compito di accompagnarmi in questo secondo semestre di Medicina che molto probabilmente potrebbe sfociare in una estate americana o meglio californiana. E a farmi sentire ancora di più la pressione americana ci pensa Pynchon accompagnato dai dischi dei Polvo. Ho scoperto che Exploded Drawing è uno dei migliori dischi degli anni '90 ed è malamente dimenticato da tutti. Inoltre ho notato che il mio passaggio verso una musica colta è in continua evoluzione ed è in atto un progressivo e totale allontanamento dai gusti delle masse, che è diventato sempre più violento negli ultimi tempi. E onestamente non so fino a che punto potrò arrivare. Prima di chiudere volevo scrivere questa frase di Pynchon, tratta da L'incanto del lotto 49 e fa parte di una di quelle frasi che dietro ad una apparente incomunicabilità di significati concreti ti lasciano stordito e profondamente colpito da una scrittura del genere.
Fuori era iniziata una fuga di chitarre, e contò ciascuna voce elettronica mano a mano che entrava fino ad arrivare circa a sei, e ricordò solo che tre Paranoids suonavano la chitarra: quindi dovevano essersi collegati anche altri. Era proprio così. Il suo orgasmo e quello di Metzger, quando ci fu, coincisero con il repentino spegnimento di tutte le luci del motel compreso il televisore: morto, nero. Fu una strana esperienza. I Paranoids avevano fatto saltare la corrente. Poi la luce tornò e lei e Metzger si ritrovarono allacciati, fra una sparsa distesa di vestiti e di bourbon versato.
[MaDeUpDrEaMs PaRt.02]
Senza essere eccessivamente sintetico, vorrei fare qualche piccola considerazione. Who Will Cut Our Hair When We're Gone? degli Unicorns è un disco che avevo adorato, nella sua immediatezza e nel suo pop giocoso che mostrava la chiara intenzione di portarlo allo stadio più infantile. Pazzeschi e trascinanti, veri punti di forza del disco, erano i folli turbinii di cori e di voci che urlavano, si sovrapponevono e si divertivano, unite a dei synths che sembravano usciti dagli anni '80. Gli Unicorns si sono sciolti e due di loro hanno formato gli Islands, e hanno pubblicato l'album Return To The Sea che presenta ospiti eccellenti come alcuni membri degli Arcade Fire e degli A Silver Mt. Zion. E' un album che si fa apprezzare e che presenta ancora molti contatti con gli Unicorns, anche se indubbiamente è di un pop più ordinario e canonico. Nonostante questo rientrare parzialmente nel normale, merita assolutamente di essere ascoltato, soprattutto per Rough Gem che è ancora terribilmente infantile e bellissima! Canadesi anche loro, e non nascondo il mio interesse crescente verso il Canada, maturato attraverso il sempre maggior numero di gruppi che entrano nei miei ascolti, provenienti da questa terra, ma soprattutto grazie al mastodontico libro -Infinite Jest- di David Foster Wallace che mi ha portato a simpatizzare per il Bloc Québécois nelle elezioni canadesi che si sono tenute all'incirca una settimana fa e che hanno visto vincere i Conservatori dopo ben dodici anni di governi Liberals. Vi lascio con questa grande frase che mi è stata detta forse per un'eccessivo snobismo, ed è stata accompagnata da grasse risate.
Se vuoi sapere cos'è la musica indie, ma soprattutto se vuoi vedere da vicino com'è fatto un vero indie, basta che studi per qualche giorno il comportamento dell'amico Infinite Jest.
Lui è così indie che è stato capace di aprire un topic in Backstage per parlare delle elezioni in Canada
[MaDeUpDrEaMs PaRt.01]
Ritorno su MadeUpDreams dopo un'euforica indigestione di musica che ho fatto nelle ultime settimane. [Fuori dalla finestra, decisamente all'inglese del mio salone, cadono enormi fiocchi di neve, destinati comunque a vita breve, data la temperatura sempre avversa e ostile di Genova]. Perfetta premessa per introdurre l'argomento del giorno. L'11 aprile uscirà You In Reverse, il disco di uno dei più grandi gruppi in circolazione, i Built To Spill, dopo una lunga ed estenuante attesa, per essere precisi dall'uscita del loro ultimo album, nel lontano 2001. Le parole difficilmente vengono quando si è atteso così tanto un disco, ma comunque cercherò di dire qualcosa senza perdermi in faziose disquisizioni. I Built to Spill sono forse rimasti l'unico gruppo capace di scrivere delle eccellenti canzoni psichedeliche senza lasciar da parte la sperimentazione. La canzone di apertura del nuovo disco, Going Against Your Mind, -è possibile ascoltarla sul loro myspace- è un piccolo capolavoro, è la canzone del RITORNO, e unisce i toni epici di Perfect From Now On con l'irrequietezza di There's Nothing Wrong with Love. Quasi nove minuti, esemplare nel suo genere, con le chitarre sempre in primo piano, sorrette da un'incessante e incalzante battito di batteria. E' la chitarra di Martsch che tesse nevrotica stupende melodie, introdotte da esplosioni improvvise e ipnotiche di distorsione. E la voce inconfondibile di Martsch che sembra costantemente segnata da una malinconia di fondo. Una grande canzone che anticipa You In Reverse, destinato ad entrare di diritto nei MIEI album. Non resta che sperare in un loro tour Europeo.
Non sono fortunato. Oggi ho dato l'esame di Fisica e Statistica Medica e mi è andata talmente bene che ho deciso di ridarlo anche a febbraio, tra poco più di un mese.
Il problema è che stamattina uscendo di casa alle 6.25 ho dimenticato il porta cd con tutti i miei cd, in casa. Avrei dovuto percorrere il tragitto che porta all'università sprovvisto di alcun tipo di cd e musica da ascoltare. Ma ebbi la folgorante idea di accendere la radio. E con un mano sul volante e l'altra che ossessionamente cambiava stazione radio alla disperata ricerca di una canzone ascoltabile, solo ascoltabile perchè con la radio è già difficile trovarne una che rasenti l'ascoltabile. Ma tutto si dimostrò inutile, dato che arrivai in facoltà, senza aver ascoltato una, e dico una, canzone per intero. E questo fu un brutto segno -perchè per il sottoscritto è come saltare la sacrosanta colazione-. Poco prima di entrare a fare l'esame, pensavo a Key Billy -e voi direte chi è K Billy, ma soprattutto a che cazzo penso prima di dare un esame-. E' lo speaker di Supersound anni '70, la fascinosa stazione radio di reservoir dogs. Bè, pensavo che se dovessi scegliere tra Lupo Solitario di American Graffiti e Key Billy, sarebbe una bella battaglia. Ma alla fine la spunterebbero gli spensierati e incantati anni '50 di Lupo Solitario e del sogno americano. E ancora questo. Una macchina veloce, l''orizzonte lontano.....e una donna da amare alla fine della strada [Kerouac]
Bye Bye 2005.
[I miei (o quasi) dieci dischi del 2005. Tutto qui]
1. Eels - Blinking Lights And Other Revelations

2. Vitalic - Ok Cowboy

3. Wolf Parade - Apologies To The Queen Mary

4. Spoon - Gimme Fiction

5. Okkervil River - Black Sheep Boy

6. Grizzly Bear - Horn Of Plenty

7. Maritime - We The Vehicles

8. White Stripes - Get Behind Me Satan

9. Need New Body - Where's Black Ben

10. Death Cab For Cutie - Plans

Stufi di queste spocchiose classifiche. Nulla da dire. Ma d'altra parte è bello specchiarcisi e provare una sorta di autocompiacimento e rassicurazione. Anno decisamente non male, meglio del povero 2004, ma lontano dai fasti del 2003. Il disco dell'anno senza troppi fronzoli è quello degli Eels, un (doppio) album perfetto in ogni sua canzone. Un Mr.E ispiratissimo che è riuscito a regalarMi anche un concerto bellissimo ad ottobre in una Milano autunnale. Staccato di molto, Vitalic mi ha fatto muovere e pensare, cupo a tratti, mi ha ricordato le notti ibizenche di quest'estate. La Rock 01 è una lunga e potente scarica di adrenalina. Il Canada continua a sfornare gruppi -e che gruppi!- e occupa la terza posizione con i Wolf Parade, prodotti dall'amato Modest Mouse, Isac Brook. Sonorità a me familiari, e una provocante Modern World hanno fatto il resto. Sorpresa con gli Spoon, che han tirato fuori un disco serio e introspettivo, allontanandosi da quel Pop che rischiava di diventare eccessivamente frivolo. Gli Okkervil River si confermano grandi musicisti e scrittori di appasionanti storie. Scoperti quasi all'ultimo, mi hanno davvero incantato i Grizzly Bear. Noto solo ora, questi sussurri essere del 2004, ma ormai è tardi e quest'anno è uscita una ristampa del loro album, quindi li tengo qui. A conferma della piega decisamente POP della mia classifica ecco i Maritime, un disco che mischia emozioni ed entusiasmo, pop frizzante ed esuberante. I White Stripes, sono ritornati alle origini, un disco fuori moda, un taglio alla piega commerciale che avevano preso con l'album precedente. Ultime due posizioni. I Need New Body, c'entreranno poco con la mia classifica, ma mi hanno divertito, sono dei veri e propri pazzi, da vedere dal vivo! Fanno capolino in fondo alla mia classifica i Death Cab For Cutie, con altri 12 gruppi che scalpitano per una decima posizione. Ingiustamente non considerati da tutti gli indie-snob perchè sono diventati gruppo da O.C. e sono apparsi in numerose colonne sonore, ma dimenticano che Plans è un bel disco che non scende a compromessi ed è una continuazione del sincero percorso di Ben Gibbard.
E anche quest'anno è andato. Un augurio a tutti per quello a venire.
Due giorni di mangiate e infiniti pranzi con parenti non sono ancora riusciti a stroncarmi del tutto. Devo solo riordinare le idee e poi potrò iniziare con le classifiche di fine anno. Appartengo a quel gruppo di persone -non troppo piccolo direi- che si divertono a fare classifiche e si ostinano a fare classifiche su ogni cosa, dai cinque tipi di biscotti ideali per una colazione perfetta alla classifica delle morti più strane viste in un film, e sono ossessionati dalle date, ma quando spesso è il momento di leggere quelle degli altri diventano insofferenti, e non c'è volta che non nasca una discussione. Vi risparmierò il peggio. A proposito, oggi giocando alla playstation 2 dei miei amati cuginetti, ho notato con mio immenso dispiacere, che Iss Pro Evolution 5 è nettamente superiore a Fifa 2006. L'unica cosa che forse Fifa continua ad avere dalla sua parte sono le canzoni - impossibile dimenticare la mitica I Get Knocked Dow dei Chumbawamba di Fifa World Cup 98-, per quel poco che c'ho giocato, ho potuto ascoltare Vitalic e i Bloc Party. Almeno qui sembra abbia resistito.
Il giorno che da bambino attendevo con una spensierata impazienza e con un intenso luccichio gioioso nei miei piccoli e allungati occhi.
Buon Natale. Ci tenevo ad augurarvelo.